Studiare è essenziale e sarà sempre più affascinante

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Un breve viaggio alla scoperta del mondo dello studio di oggi e di domani

Perché devo studiare se ci sono tanti esempi di persone che fanno carriera, gestiscono attività e si arricchiscono senza aver studiato? Questa osservazione non è sempre vera. Innanzitutto sono solo una minoranza le persone di successo che non hanno studiato ed inoltre molto spesso hanno raggiunto la loro posizione dopo un più o meno lungo periodo di osservazione empirica del mercato e dei concorrenti. In poche parole hanno acquisito comunque delle conoscenze in altra maniera pur non avendo affrontato un percorso di studi. Chi invece ha una formazione scolastica avanzata e professionalizzante parte sicuramente in vantaggio ed ha comunque delle competenze ed un bagaglio culturale utile ad affrontare la vita ed i rapporti sociali con le relative conseguenti infinite variabili psicologiche a cui ci sottopongono ogni giorno. Spesso i giovani hanno poca voglia di studiare e preferiscono passare il tempo in compagnia a divertirsi, è normalissimo. Ma quando si cresce si capisce meglio come la formazione sia una tappa praticamente fondamentale del nostro percorso.

La disoccupazione è cresciuta anche grazie alla crisi economica, ma fondamentale è stata anche la rivoluzione informatica e l’automazione dei processi industriali, aziendali e dei servizi. Con l’avvento dei computer ed il crescente sviluppo dei software e delle telecomunicazioni molte cose sono cambiate. Se per una mansione prima venivano impiegate alcune persone, decine o centinaia, oggi magari è sufficiente uno o più ingegneri programmatori ed il gioco è fatto. Lo stesso accade nelle industrie dove sono le macchine a semplificare il lavoro di molti operai, per non parlare del settore dei servizi in cui oggi i posti di lavoro devono essere specializzati escludendo alcune professioni di nicchia. Per questo insieme di motivi è necessario studiare ed essere preparati per poter concorrere ad avere un posto nel mercato e nelle sfide del futuro. Va sottolineato inoltre che con lo sviluppo sempre crescente delle tecnologie sono sempre di più le professioni che devono aggiornarsi costantemente e continuare a studiare per poter essere al passo con i tempi. Internet non solo ha rivoluzionato il mercato globale dei beni e dei servizi ma ha anche dato un altro grosso scossone al mercato del lavoro, generando molteplici servizi a cui si ha accesso direttamente davanti allo schermo. Crescono anche le branche di studio e di ricerca all’interno delle singole discipline e di conseguenza anche la domanda di risorse umane che se ne occupano, aumentando così il numero di scienziati e di ricercatori sparsi nel mondo.

Anche per quanto riguarda il digital divide, il divario tra chi ha accesso alle tecnologie dell’informazione come computer ed internet, sia in Italia che nel Mondo la tendenza è decrescente: sono sempre di più gli anziani ed i ceti sociali meno abbienti ad avere accesso agli strumenti ICT, la penetrazione della tecnologia procede geograficamente in maniera non uniforme ma pressoché inesorabilmente quasi ovunque. Secondo i dati Eurostat rilevati nel 2018 la percentuale media di laureati (tra i giovani 30-34 anni) in Europa era del 40,7%, l’Italia purtroppo tra i 28 Paesi membri si attestava in coda alla classifica con il 27,8% (con ringraziamento particolare alle donne che raggiungono il 34% contro il 21,7% degli uomini) superata soltanto dalla Romania. Questo è uno dei motivi che mi spingono ad incentivare l’istruzione, la formazione, lo studio e l’apprendimento nel nostro Paese ed a ritenere che abbiamo notevolissime potenzialità inespresse da tutti i punti di vista, sia come Nazione che come Popolo.

Motivare le persone a studiare non è semplice, è necessario far nascere in loro una passione verso le varie materie. I genitori ed i docenti in primis sono le persone che possono far scaturire questo interesse. I metodi di studio di oggi sono notevolmente cambiati con il contributo delle tecnologie multimediali per quanto riguarda sia le lezioni in classe che per lo studio individuale o di gruppo a casa o in biblioteca. Ogni studente che ha accesso alla Rete ha a disposizione notevoli quantità di materiale didattico scritto, video e audio su pressoché ogni disciplina debba affrontare. Questo fenomeno nelle nuove generazioni ha notevolmente abbassato l’età di raggiungimento di un livello medio di alfabetizzazione.

Si sta diffondendo sempre di più l’e-learning, attraverso corsi online, in cui si spiega tramite le videolezioni, si pratica attraverso esercitazioni e progetti pratici multimediali e si interagisce tra studenti e con i docenti attraverso i forum e la messaggistica. Ci si sta muovendo anche verso soluzioni ibride, definite blended, di affiancamento dei metodi tradizionali con l’e-learning, approccio ormai piuttosto diffuso in quasi tutti i Paesi più avanzati. Molte Università hanno infatti aperto corsi in e-learning e sono nate anche le Università telematiche che forniscono esclusivamente questo tipo di servizio. Esistono già da diversi anni diverse società che offrono piattaforme web per seguire numerosi corsi e specializzazioni online che aggregano all’interno contenuti di altrettanto numerose istituzioni accademiche di primissimo livello.

E’ un metodo innovativo che ormai ha già preso piede da qualche anno e sarà col tempo sempre più diffuso. Anche le grosse aziende utilizzano queste metodologie per formare i propri dipendenti. Sempre più persone si documentano, studiano e si informano online. Approfittare di queste nuove frontiere della conoscenza può aiutare chiunque non riesca autonomamente a gestirsi una formazione da autodidatta, altra metodologia oggi sempre più diffusa soprattutto grazie all’avvento del web ma di antica origine dovuta alla diffusione dell’editoria di massa.

Un’altra frontiera nettamente più innovativa e sperimentale per gli amanti del futuro e del progresso è la fusione tra e-learning e la realtà virtuale, in cui attraverso gli appositi visori ed i correlati sensori si potrà essere letteralmente “teletrasportati” nelle più famose Università del mondo direttamente da casa propria. Magari seguire delle lezioni particolari o singoli corsi a seconda delle proprie preferenze in diverse località nello stesso periodo senza doversi addebitare i costi piuttosto elevati delle migliori Università che solo pochissimi possono e/o potrebbero permettersi.

Già oggi però è possibile seguire le spiegazioni e fare domande alle menti più raffinate da casa propria, stanno diffondendosi i cosiddetti webinar, i seminari sul web, dove chi segue dal proprio computer può interagire con i relatori e gli altri partecipanti attraverso la piattaforma che eroga la videoconferenza.

Magari l’istruzione in realtà virtuale è solo fantascienza visti alcuni studi che dimostrano la diversa e minore riuscita formativa dell’e-learning rispetto alle lezioni in aula ma è indiscutibile che il target di riferimento (nel senso del numero di potenziali iscrizioni) sia infinitamente sbilanciato a favore dell’apprendimento online.

Certo il fascino della vita reale nei campus universitari americani o in un’affascinante metropoli mondiale non sarà facilmente sostituibile ancora per parecchi decenni e probabilmente mai lo sarà, ma in assenza di alternative potrebbe essere una soluzione quella di attivare simili metodologie di istruzione da parte delle Università più influenti e conclamate nel prossimo futuro. Staremo con gli occhi aperti a vedere, e soprattutto vedremo con o senza visore?

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