Neurofisiologia antropologica
Come tutti sappiamo, ragionare e comunicare sono alla base delle facoltà umane e si imparano fin da bambini per poi affinarsi con lo sviluppo cognitivo in età adulta. Queste due principali attività dell’essere umano sono talmente ancestrali che seppur in forme diverse (più o meno elementari) sono presenti anche negli animali.
Non tutti gli esseri umani le sviluppano allo stesso modo favorendo così la multiculturalità odierna. Si sviluppano lungo tutto l’arco della vita in una continua interazione tra le due, attraverso il ragionamento definiamo e codifichiamo la comunicazione in uscita ed in entrata e attraverso la comunicazione in entrata generiamo nuovi ragionamenti e così via senza sosta fino ai nostri ultimi giorni. Non dimentichiamoci che tutto il cervello funziona attraverso la comunicazione tra i neuroni che si scambiano segnali (sostanze chimiche dette neurotrasmettitori) necessari ad elaborazioni più complesse che formano tutto l’insieme delle facoltà cognitive umane. Anche i sensi funzionano allo stesso modo, quando vediamo o sentiamo qualcosa i nostri organi di senso attraverso il sistema nervoso mandano segnali opportunamente codificati al cervello che li traduce e li decodifica attraverso schemi di significati relativi alle nostre facoltà cognitive ed alla realtà che ci circonda (facendo eccezione per le disfunzioni e le malattie neurologiche).
L’arte del ragionamento applicato alla retorica tra logica, psicologia, linguistica, pratica e filosofia
Ragionamento e argomentazione seguono la medesima dinamica logica e sono intrinsecamente legati sia dal punto di vista concettuale che filosofico, in quanto l’argomentazione è considerata un tipo di ragionamento. Trattati per tutto il corso della storia filosofica e scientifica umana sono entrambi dei processi cognitivi e possono essere declinati diversamente a seconda dei contesti d’uso nel linguaggio sia comune che specializzato. Solitamente il ragionamento è inteso più come processo cognitivo mentre l’argomentazione come processo comunicativo, ma non è mia intenzione dilungarmi a disquisire dell’essenza di questi vocaboli. La loro natura consiste nel partire da determinate premesse o assunti per derivarne una conclusione attraverso procedimenti logici inferenziali come la deduzione e l’induzione, sebbene il ragionamento potrebbe essere inteso più ampiamente come il pensare, senza quindi avere necessariamente sempre una conclusione.
Quando viene meno la correttezza di tali procedimenti logici inferenziali nel ragionamento interpretativo relativamente ad una qualsiasi argomentazione ci troviamo di fronte a conclusioni invalide, le cosiddette fallacie logiche. Quando tali errori riguardano invece il ragionamento come attività di elaborazione del pensiero su qualcosa si parla di bias cognitivi, ma questo sarà argomento di una prossima trattazione.
Per capire meglio le fallacie va sottolineato come l’argomentazione sia sempre contestualizzata da interlocutori, saperi, premesse (esplicite o implicite) e credenze (accettate e/o riconosciute), a contrario del ragionamento inteso come processo cognitivo personale che ha come unico contesto tutte le informazioni presenti nella mente e nel cervello di quel determinato individuo che riemergono dalla memoria spesso in tempistiche differenti relativamente a quella dinamica razionale di pensiero, ma che essendo in continuo divenire e rielaborazione con altri ragionamenti, non ha ne un inizio e ne una fine e pertanto non si può considerare contestualizzato in senso pratico ma solo dal punto di vista teorico in quanto la mente umana non ha confini.

Le fallacie logiche al tempo dei media multimediali
Le fallacie sono dunque errori nascosti nell’argomentazione utili da conoscere per capire meglio il mondo e le persone. Ai giorni nostri le interazioni e la comunicazione sempre più vorticosa non ci lasciano neanche il tempo di riflettere sulla validità dei messaggi che recepiamo e pertanto è fondamentale sviluppare un senso critico per districarsi nella società moderna.
Fin dall’antichità la retorica si è servita di questi espedienti per convincere gli interlocutori ed oggi nel campo della pubblicità e del marketing si fa ampio ricorso a queste strategie argomentative. Anche la propaganda politica ha sempre utilizzato questi stratagemmi per manipolare le masse con la complicità dei media che facevano da megafono a tali messaggi senza dichiararne esplicitamente la loro invalidità e la scarsa veridicità. Il ruolo del giornalismo come watchdog (cane da guardia) del potere è sempre stato dibattuto per via dell’intricato sistema di interessi che ruotano attorno al mondo dell’informazione e della comunicazione. L’opinione pubblica di un Paese deve dunque essere quanto più possibile istruita per poter svolgere autonomamente il filtraggio dei messaggi che i media, inconsapevolmente o volontariamente, diffondono.

Al giorno d’oggi osserviamo un notevole incremento della diffusione e dell’utilizzo delle fallacie come conseguenza della moltiplicazione esponenziale del volume delle comunicazioni. I media si sono moltiplicati attraverso internet (giornali online, siti web, blog, streaming, podcast) ed i social network che hanno trasformato le persone stesse in media (politici, influencer, giornalisti, opinion leader, etc.) ed inoltre sono cresciute tantissimo anche le comunicazioni interpersonali attraverso le numerose app di messaggistica presenti sul mercato. Fortunatamente oggi sempre attraverso la diffusione di internet, del Web 2.0 e dei social media, i cittadini ricoprono anche il ruolo di watchdog nei confronti degli stessi media in quanto da semplici consumatori passivi si sono trasformati in prosumer (produttori e consumatori contemporaneamente).
Alle persone quindi occorre districarsi nell’oceano informativo e comunicativo odierno sapendo filtrare i messaggi non più solo per il contenuto ma anche in base alla loro fonte, non generalizzando ed attribuendo come attendibile o no una fonte sulla base dei propri preconcetti.
Soprattutto nell’ottica del linguaggio propagandistico e/o persuasivo non è raro riscontrare più fallacie utilizzate contemporaneamente nello stesso discorso al fine di essere più convincenti.
In letteratura sono presenti diverse classificazioni e numerosissimi saggi di definizione ed analisi sull’argomento ma non è mia intenzione esporre un testo teorico descrivendo e classificando tutte le fallacie. Ho ritenuto invece opportuno presentare a fini divulgativi quelle che a mio modesto parere sono le più significate ed ingannevoli ed ho escluso quelle facilmente intuibili durante un argomentazione e dunque troppo scontate.
Le fallacie potrebbero apparire abbastanza banali e ovvie nel leggerle formalizzate su esempi semplici di un’unica proposizione senza contesto ma nella realtà sono inserite in contesti argomentativi ben ramificati e possono essere molto più subdole ed essere assimilate come verità o presunte tali senza rendercene conto.
Pur mantenendo la nomenclatura teorica ho cercato di essere breve e sintetico con le definizioni e gli esempi poiché l’elenco è un po’ lungo. Ai fini pratici è ovviamente importante solo concentrarsi sulle specificità e considerare questa raccolta come una sorta di vademecum da apprendere per fare la radiografia e la decodifica delle argomentazioni che ci troviamo ad analizzare.

Fallacie formali (relative al metodo inferenziale):
Affermazione del conseguente (Converse error)
Applicazione di un nesso causa-effetto in maniera inversa.
Esempio: “Se piove, allora la strada è bagnata. La strada è bagnata. Dunque piove.”
Negazione dell’antecedente (Inverse error)
Negando una premessa si giunge a negare la conclusione.
Esempio: “Se il gatto dorme i topi ballano. Il gatto non dorme, quindi i topi non ballano.”
Fallacie informali (relative ai contenuti ed al contesto):
Esclusione
Deliberata o inconsapevole omissione di un informazione che compromette un’inferenza induttiva.
Esempio: Il Cagliari vincerà anche questa partita perché ha vinto cinque delle ultime sei partite. (Non menzionando il fatto che le partite vinte erano contro le giovanili).
Falso dilemma
Si presenta un numero limitato di scelte (solitamente due) mentre le alternative possibili sono di più.
Esempio: “Sei con noi, o sei contro di noi?”
Composizione
Si attribuiscono certe proprietà delle parti al tutto.
Esempio: Un politico ha rubato. Dunque tutto il suo partito è ladro.
Distinzione
Le proprietà del tutto sono attribuite alle singole parti.
Esempio: L’Italia è un paese importante, quindi i suoi cittadini sono importanti.
Petitio principii
La conclusione è supposta implicitamente o esplicitamente nelle premesse. Nei casi più complessi le premesse sono una conseguenza delle conclusioni.
Esempio: “Poiché non sto mentendo, sto dicendo la verità”.
A dicto simpliciter ad dictum secundum quid (Accidente)
Si applica un principio universale a una situazione in cui è inapplicabile.
Esempio: La legge prescrive che in città non si possa superare la velocità di 50 km/h. Perciò se malauguratamente tuo padre avesse un infarto e tu dovessi usare la tua automobile per accompagnarlo d’urgenza all’ospedale, dovresti ricordarti comunque di non superare questa velocità.
A dicto secundum quid ad dictum simpliciter (Accidente converso)
Si applica ciò che vale in circostanze eccezionali a tutti i casi.
Esempio: Se la morfina è legale per uso terapeutico, allora dovrebbe esserlo per tutti.
Enumeratio imperfecta, ab uno descendet omne (Generalizzazione indebita)
Il numero degli elementi considerati è statisticamente troppo esiguo per giustificare la conclusione.
Esempio: Otto olandesi hanno danneggiato la piazza, quindi tutti gli olandesi sono dei criminali.
Falsa analogia
La similitudine tra gli elementi considerati viene usata per affermare altre somiglianze non reali.
Esempio: Il modello del sistema solare è simile a quello dell’atomo, i pianeti orbitano attorno al sole come gli elettroni attorno al nucleo. Dovremmo studiare i documenti antichi sugli avvistamenti di pianeti che saltano da un orbita all’altra.
Fallacia della brutta china (Slippery slope)
Si presentano una sequenza di conseguenze arbitrarie come inevitabili per arrivare ad una conclusione inaccettabile e far sembrare anche il primo elemento come sbagliato.
Esempio: Non si dovrebbe mai giocare. Una volta che si inizia a giocare d’azzardo si fatica a smettere. Presto si iniziano a spendere tutti i soldi nel gioco d’azzardo, e alla fine si inizia con atti criminosi per sostenere le perdite ingenti.
Inversione causale
Si inverte la causa con l’effetto.
Esempio: Più le pale eoliche girano veloci e più aumenta il vento.
Post hoc ergo propter hoc
Prendere per causa quello che è un antecedente temporale.
Esempio: Il gallo canta sempre all’alba, quindi è il canto del gallo che fa sorgere il sole.
Fallacia dello scommettitore
Convinzione che un evento casuale abbia più o meno probabilità di verificarsi perché si è o non si è verificato per un periodo di tempo.
Esempio: Sono 5 turni alla roulette che esce il rosso, stavolta uscirà il nero.
Singola causa
Attribuire ad un evento una singola causa quando nella realtà sono state molteplici.
Esempio: L’incidente stradale è stato causato dalla scarsa visibilità. (Ha influito anche la forte velocità e la strada bagnata).
Irrilevanza causale
Una concausa la cui portata è irrilevante, viene presentata come la causa principale.
Esempio: Se continui a urlare, diventi responsabile dell’inquinamento acustico di questa città.
Fallacia del cecchino texano
Vengono ignorate le differenze nei dati ed accentuate le similitudini, arrivando così a una conclusione errata.
Esempio: Nell’analisi di dati numerosi in presenza di molte variabili ci si trova di fronte al problema dei confronti multipli che può ingannarci.
Argumentum ad passiones
Appello alle emozioni.
Esempi emozioni negative:
Appello alla paura, all’ansia, al senso di colpa, alla rabbia, alla tristezza, al disgusto, al dispetto.
Esempi emozioni positive:
Appello all’empatia, all’orgoglio, al sollievo, alla speranza, al desiderio, alla fiducia.
Argumentum ad misericordiam
Appello all’emozione della compassione.
Esempio: Spero che accetterai il mio progetto: ho passato gli ultimi mesi lavorando come un pazzo per riuscire a presentarlo oggi.
Argumentum ad consequentiam
Appello alle conseguenze positive o negative.
Esempio: Se inizierai a studiare adesso poi studierai qualcosa anche stasera, se studierai abbastanza oggi lo farai anche domani e nei prossimi giorni ed arriverai all’esame molto preparato.
Genetic
Giudicare qualcosa solamente in base alla sua origine, alla sua fonte o alla sua storia ignorando il significato attuale ed il contesto.
Argumentum ad hominem
Invece di valutare l’argomento, si critica la persona che lo espone. Ciò può avvenire in maniere diverse, dirette, circostanziali e contestuali.
Diretto:
Esempio: “Tu sostieni la teoria economica di Pippo, ma tanto non capisci niente!”
Circostanziale:
Esempio: “Sostiene che è pericoloso abbronzarsi perché lui ha la pelle molto chiara”.
Tu quoque (Ipocrisia):
Esempio: Dici che non posso bere, ma tu non sei mai stato sobrio più di un giorno.
Avvelenamento del pozzo
Delegittimazione pubblica preventiva dell’opponente o della tesi.
Bulverism (Psicologica)
Asserire che qualcosa sia falso perché deriva da un’idea originata da bias cognitivi.
Argumentum ab auctoritate o Ad verecundiam
Appello all’autorità o alla modestia.
Esempio: “E’ vero: l’ha sostenuto il governo”
Argumentum ad Lazarum (Povertà)
Supportare una conclusione solamente per il fatto che chi la propone sia povero.
Argumentum ad crumenam (Ricchezza)
Supportare una conclusione solamente per il fatto che chi la propone sia ricco.
Appello alla natura
Giudicare bene ciò che è naturale e male ciò che è innaturale.
Esempio: Molte sostanze sono nocive sebbene siano naturali.
Argumentum ad antiquitatem
Qualcosa è migliore o superiore solamente per il fatto di essere in correlazione con parte della tradizione presente o passata.
Argumentum novitatis
Qualcosa è migliore o superiore solamente per il fatto di essere nuovo o più moderno.
Argumentum ad baculum
Appello alla forza ed alla minaccia di spiacevoli conseguenze.
Esempio: “Ti conviene fare come ti sto dicendo se vorrai salvare la faccia”.
Argumentum ad ignorantiam
Basandosi sull’ignoranza esistente riguardo all’argomento trattato, una premessa è vera o falsa finché non è dimostrato il contrario.
Esempio: A: Gli alieni esistono. Puoi provare che non esistono?
B: No.
A: Allora esistono.
Fallacia divina (Incredulità)
Concludere come qualcosa sia vero o falso per quanto sia incredibile per esserlo.
Esempio: Non riesco ad immaginare come il big bang abbia dato origine a tutto ciò che conosciamo, perciò dev’essere falso.
Ad nauseam (Ad infinitum)
Ripetere fino a convincere l’interlocutore.
Argumentum ad popolum (Ad judicium)
Appello al sentimento popolare o al giudizio di un gruppo estremamente vasto di persone, o di settori particolarmente influenti della popolazione.
Esempio: “La maggior parte delle persone sostiene il pensiero di Pippo, dunque Pippo ha ragione.”
Ignoratio elenchi (Conclusione irrilevante)
Si argomenta una conclusione diversa ed irrilevante rispetto a quella che sarebbe dovuta essere a rigor di logica. Molto utilizzata (anche in politica) per non rispondere alle domande.
Esempio: Sindacalista: «in campo occupazionale la politica del governo è stata fallimentare»
Ministro: «il governo ha accresciuto il tempo libero dei lavoratori occupati»
Fallacia moralistica
Asserire conclusioni fattuali da premesse valutative, cioè che ciò che è amorale non esiste.
Esempio: L’arte bellica è distruttiva e tragica, dunque non è nella natura umana.
Fallacia naturalistica
Asserire conclusioni valutative da premesse fattuali, cioè che ciò che è naturale sia in se stesso positivo o negativo.
Esempio: L’arte bellica deve essere permessa perché la violenza umana è istintiva.
Argomento fantoccio (Uomo di paglia)
Inventare una rappresentazione errata o distorta di un argomento ed eventuale possibilità di attribuirla a qualcuno.
Esempio: “Il signor Rossi ha affermato che crede al complotto delle torri gemelle.” (Quando in realtà aveva solamente affermato che non tutto è stato chiarito dalle indagini)

In conclusione è doveroso e fondamentale sottolineare l’importanza che occorre sempre dare alla ponderazione ed alla riflessione analitica sul contesto argomentativo in essere in quanto non necessariamente tutti i tipi di fallacie sono da considerarsi come una manipolazione occulta poiché spesso vengono utilizzate come mere e sane considerazioni personali per dare un senso logico all’argomentazione.
🔍 Stay Focused! 😜


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