A fine novembre dello scorso e tribolato anno ho frequentato online l’International Smart Cities School organizzata dal “Tomorrow’s Cities LAB” dell’Università di Cagliari e colgo dunque l’occasione per fare alcune considerazioni preliminari sul corso, su questa tipologia di iniziative e sul contesto generale, per poi passare a fare una vera e propria riformulazione schematizzata e filtrata dei contenuti trattati, anche con svariati arricchimenti integrativi personali ed esterni, in modo da fornire delle linee guida per comprendere nello specifico gli ampi scenari e le soluzioni che gradualmente si stanno adottando nelle città più moderne del mondo.
Per non far mancare anche la componente di protagonismo personale, specifico che il sottoscritto, avendo una formazione preponderantemente umanistica, precisamente nell’ambito delle tanto bistrattate Scienze della Comunicazione, nonostante sia da diverso tempo entusiasmato ed appassionato dalle immense prospettive relative al giornalismo scientifico ed alla geopolitica tecnologica, non possedeva dunque competenze ingegneristiche o specificatamente tecniche relative alle doverose necessità ed articolazioni progettuali che questi strategici mutamenti epocali impongono. Ho fatto domanda di iscrizione per svariati motivi, semplificando direi che principalmente erano due, l’interesse personale verso gli aspetti collettivi e comunitari, in primis della città dove vivo, e l’incontrollabile attrazione verso l’apprendere ciò che mi incuriosisce e mi affascina, anche in relazione alla passione che nutro verso le implicazioni della tecnologia nella società e verso gli scenari futuristici.
Non nascondo però anche la presenza di una componente motivazionale più sfocatamente orgogliosa, richiamata forse da quella normale sensazione che si ha quando si riflette e si rimugina sulle scelte predominanti ed irreversibili fatte in passato e magari si fantastica una vita immaginaria parallela con un diverso corso. Ebbene parlo di quel subconscio pizzico di rimorso psicologico che alberga silente nella mia mente derivato dall’aver intrapreso a suo tempo il bivio verso una facoltà umanistica, anche generato dalla mia riscoperta successiva dell’amore verso la scienza e la tecnica, che probabilmente era stato offuscato in epoca adolescenziale dalle mie turbolenze giovanili. Dunque questo sentimento mi ha generato anche la volontà di immergermi in un contesto universitario diverso, testare la mia capacità di adattamento e mettermi in gioco nel campo che maggiormente è predestinato ed orientato agli ingegneri.
Nella scuola oltre ai numerosi docenti universitari dell’Università di Cagliari e di altri prestigiosi Atenei nazionali ed internazionali, hanno preso parte anche rappresentanti di grossi player nel settore, come Huawei, Edison, A2A ed IBM. Escludendo il lato commerciale sono state inoltre rappresentate anche le istituzioni territoriali e nazionali, con l’Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), e con il CRS4 (Centro di Ricerca, Sviluppo e Studi Superiori in Sardegna), che con la sua brillante visione d’avanguardia scientifica e tecnologica ha già predisposto architetture hardware e software per una Smart Control Room altamente performante e scalabile.
Come accennato in apertura, durante le nove giornate del corso, la mia mente ha avuto in gestazione parecchie riflessioni. Onestamente queste considerazioni sono scaturite già nei primissimi giorni, infatti sappiamo che il nostro cervello si attiva particolarmente in concomitanza di novità rispetto alla normale routine che spesso potrebbe tendere addirittura a fossilizzare buona parte delle nostre facoltà creative, e per finire alla conclusione della Winter School tali idee si sono riconfermate.
Vi elenco in ordine rigorosamente sparso qualcuna di queste riflessioni che in particolare vorrei sottolineare:
– l’importanza delle “Smart Cities” per il futuro, sia dal punto di vista della sostenibilità ecologica, economica e tecnologica, che di quella più propriamente socio-culturale, è anche dovuta dall’ormai difficoltosamente reversibile processo di ammassamento e migrazione verso le aree urbanizzate della quasi totalità della popolazione mondiale;
– l’importanza di iniziative come questa che offrono una condivisione di saperi e conoscenza utili in particolare al fine di sensibilizzare la popolazione verso una nuova consapevolezza etica, morale e civica che prescinde da qualsiasi limitatezza disciplinare contestuale, anche in riferimento specifico a questa nuova matrice di valori e procedure che determineranno la cosiddetta rivoluzione verde e blu, e che gradualmente necessiteranno appunto di una fisiologica ed opportuna ricezione ed un successivo assimilamento in una sorta di autoconsapevolezza individuale e comunitaria anche secondo le esigenze e le predisposizioni contestuali;
– il trasferimento di conoscenza dalle professionalità accademiche ed aziendali verso la cittadinanza anche attraverso occasioni molto dense a livello di insegnamenti è senza dubbio una stimolante iniziativa, sia culturalmente immersiva che apprezzabilmente utile, soprattutto poiché nettamente meno dispendiosa, in termini di tempo rispetto all’iscrizione ad un master, e di denaro rispetto all’ormai variegato e talvolta “controverso” mercato della formazione extrauniversitaria;
– l’arretratezza dell’Italia meridionale ed insulare va affrontata al più presto con ingenti sforzi e soprattutto puntando sulla diffusione dell’istruzione, come in questo caso, in quanto asse portante per l’attenuazione delle disuguaglianze, che non a caso generano la maggior parte delle problematiche socio-economiche mondiali, e dunque territorialmente parlando, anche per evitare il perdurare della transumanza dei giovani cervelli sardi verso il nord Italia o l’estero;
– l’interdisciplinarietà della formazione, come quella di cui abbiamo potuto usufruire in questo corso, come da anni suggeriscono gli intellettuali più inclini allo studio degli scenari futuri, è un valore che diventerà sempre più imprescindibile anche a livello cognitivo individuale, soprattutto per via della progressiva “impollinazione incrociata dei saperi e delle tecnologie”, che in un mondo basato su un sistema economico ipercompetitivo necessiteranno sempre più di essere accuratamente governati anche in prima persona;
– al di là delle politiche con le quali vengono orchestrati i fondi necessari al finanziamento di queste iniziative, a mio modesto parere, occorre convergervi più risorse sia in termini quantitativi che qualitativi, accompagnandovi però anche un maggior controllo sull’organizzazione, sulla gestione, sulla realizzazione e sull’efficienza di questi corsi formativi;
– gli eventi digitali come i webinar ed i corsi online hanno senz’altro incrementato notevolmente il loro numero per le spiacevoli cause che tutti conosciamo relative alla pandemica diffusione del Covid-19. Nei casi di lockdown, spesso anche solo parziale, hanno subito un netto aut aut, essendo stati infatti obbligatoriamente costretti alla scelta dell’interazione virtuale, ma al netto dell’imponente differenza esperienziale ed umana degli eventi di formazione in presenza, vorrei porre l’accento sul fatto che teoricamente, chiunque sia linguisticamente idoneo, può partecipare a questi webinar da qualunque parte del pianeta godendo di una buona connessione. Questo è indubbiamente un ulteriore tassello importante che il Web e le telecomunicazioni offrono per la diffusione della conoscenza, anche finalizzata, come precedentemente affermato, alla riduzione dei gap sia geografici che culturali ed economici tra le classi sociali del pianeta, e per inciso, non lo stiamo scoprendo di certo solo adesso a causa dei forzati lockdown.
Fatte queste premesse, come accennato nelle prime righe di presentazione introduttiva, segue la traccia schematica, sommaria ma discretamente articolata, della mia scrupolosa selezione e rielaborazione opportunamente integrata dei contenuti specifici del corso che ho ritenuto idonei a contraddistinguere gli aspetti più paradigmatici, esemplari, aterritoriali ed universalmente trasponibili. Trattandosi di un corso tenuto da professionisti del settore, questi contenuti per l’appunto rappresentano e coincidono anche, encomiabilmente ed ottimamente, con le linee guida e gli standard ampiamente più condivisi dalla grande comunità internazionale dei loro “colleghi” addetti ai lavori sulle Smart Cities. Ad introduzione propongo anche un paio di righe di sintesi del contesto geopolitico e socio-culturale a livello “approssimativamente” mondiale, per poi proseguire la trattazione con la più volte preannunciata schematizzazione.
Un’avveniristica transizione fra Innovazione, Ecosostenibilità, Digitale e Cultura
Si sta ampiamente diffondendo in maniera trasversale ed a livello planetario la consapevolezza della necessità di una rivoluzione ecosostenibile che vada oltre la contrapposizione tra economia ed ambiente. Questa metamorfosi è già in atto, partendo dalla propagazione degli aspetti culturali, in entrambe le direzioni, sia top-down (dai governi verso la cittadinanza) che bottom-up, e sta andando ad avviare una decisiva e condivisa svolta anche all’azione politica sia a livello locale e territoriale che internazionale, generando dinamiche che potremmo auspicabilmente anche definire come “a contagio esponenziale”.

La politica si sta muovendo verso un approccio ambivalente: tassare e dunque punire i comportamenti negativi che sfavoriscono l’ecosostenibilità e dal lato opposto incentivare attraverso finanziamenti, bonus o sgravi fiscali le pratiche riconosciute ufficialmente come virtuose ed in linea con le politiche di sviluppo sostenibile.
La condivisione di un indirizzamento politico globale sullo sviluppo sostenibile e la transizione ecologica del settore energetico, industriale e consumistico è un importante protagonista nell’agenda delle Organizzazioni Internazionali da parecchi anni, come testimoniano in particolare gli interconnessi 17 obiettivi di Sviluppo Sostenibile definiti proprio dall’Organizzazione delle Nazioni Unite.

Come spesso affermo in quasi tutti i contesti, qualsiasi cambiamento parte dall’aspetto culturale comunitario e dalla impostazione mentale individuale che molto spesso ne è conformisticamente omologata. Soprattutto quando questo cambiamento ambisce ad un’estensione universale, questa radicalità nella sua dinamica diventa ancora più incontrovertibile.
“Se vogliamo cambiare il mondo, dobbiamo iniziare dal cambiare noi stessi”
Dalai Lama, Tenzin Gyatso
Un mutamento di questa portata implica necessariamente una condivisione di responsabilità ed una collettiva partecipazione, parallelamente sia nella diffusione della cultura e della consapevolezza di se stesso, anche verso gli scettici ed i più “conservatori”, che nell’azione pratica di rivoluzionare le proprie abitudini ed i propri consumi.
A grandi linee segue la catalogata elencazione dei conclamati capisaldi sulle Smart Cities:
OTTICA GENERALE:
- approccio strategico integrato volto a mitigare le problematicità delle aree urbane;
- costante pianificazione programmatica, circolarmente seguita dall’analisi dei risultati e dalla correzione e ridefinizione degli obiettivi;
- accrescimento della resilienza attraverso l’organizzazione della sicurezza, dell’innovazione, della sostenibilità e dell’inclusione;
- massimizzazione fattori che innalzano il livello di qualità della vita delle persone;
- collaborazione politica internazionale riguardo all’individuazione, all’accettazione ed alla condivisione di nuovi standard in ottica ecosostenibile e relativo coordinamento e cooperazione a tutti i livelli governativi;
- particolare attenzione nell’educazione e nell’istruzione delle nuove generazioni ed alla loro diffusione su scala globale anche nelle aree sottosviluppate.
AMBIENTE:
- salvaguardia dell’intero ecosistema ambientale e degli equilibri atmosferici, geologici e biologici;
- particolare riguardo alla preservazione della biodiversità e dell’eterogeneità degli ecosistemi stessi tra piante, animali, aria, acqua, suolo e minerali, anche in funzione dell’abbattimento del deficit tra processi erosivi facilitati dalle attività umane e la capacità naturale di recupero/ripristino;
- in primo luogo proteggere e tutelare la qualità dell’aria, dell’acqua e delle aree coltivabili;
- fronteggiare il cambiamento climatico;
- implementazione dell’ecosostenibilità nelle filiere agroalimentari in modo che incentivino la biosostenibilità delle catene di fornitura dei prodotti e dei relativi approvvigionamenti.
RIFIUTI:
- minimizzazione della quantità di rifiuti;
- estensione capillare dell’efficienza e dell’efficacia nella raccolta differenziata;
- riciclo dei materiali;
- introduzione dell’economia circolare;
- investimenti in ricerca e sviluppo, soprattutto nell’ingegneria chimica, dei materiali e delle biotecnologie industriali;
- re-design nella progettazione e produzione industriale delle merci;
- lotta senza quartiere alle oscure strategie industriali di obsolescenza programmata volte a limitare “fraudolentemente” il ciclo vitale dei prodotti e delle merci;
- specifica attenzione alle soluzioni innovative per lo smaltimento dei cosiddetti RAEE (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche).
TECNOLOGIA DIGITALE:
- progettazione, costruzione e mantenimento dell’infrastruttura tecnologica urbana (cablaggio, antenne, sensoristica, data center, infrastrutture fisiche e digitali, centrali e cabine elettriche, TLC ed ICT, trasporti, uffici, impianti riciclaggio, poli industriali, porti, aeroporti, stazioni, etc.);
- digitalizzazione a 360 gradi finalizzata generalmente all’ottimizzazione nello sfruttamento delle risorse, umane e non, tangibili ed intangibili;
- controllo remoto di infrastrutture (critiche e non), reti di distribuzione e smistamento, telecomunicazioni, stazioni di servizio, illuminazione pubblica, segnaletica e semafori, sensoristica, IoT, videosorveglianza, sicurezza porti, aeroporti, stazioni, piazze, etc.
- uniformità nella standardizzazione dei dati per garantire l’interoperabilità e l’interfacciamento con altri contesti ma anche per contribuire al progresso nella ricerca di soluzioni innovative condivisibili;
- integrazione di soluzioni algoritmiche avanzate nella gestione, raccolta e sfruttamento dei Big Data;
- PA digitale;
- IoT (Internet of Things) system management;
- installazione estesa di access point (free urban wifi);
- ecosistema di app e software interoperabili che permettono un accurato management delle esigenze individuali, collettive e professionali dei cittadini e delle imprese;
- app con control room miniaturizzata che consente ai cittadini di fruire degli open data (telemetria, geolocalizzazione, meteo, IoT etc.);
- smart infopoints localizzati in aree di maggior densità nella circolazione delle persone;
- servizi online h24 ed estensione delle attività con procedure “on demand”;
- portale turistico digitale, agile e flessibile, con accesso ai vari servizi (svaghi, attrazioni, mobilità, ristorazione, alloggio, attività commerciali, uffici), interoperabilità con altre piattaforme digitali, informazioni, promozione e marketing territoriale;
- integrazione dell’innovatività digitale anche nel comparto e nelle filiere dell’agrifood;
- automazione processi di gestione del ciclo dei rifiuti;
- installazione nuove apparecchiature tecnologiche, tra cui sensori di qualità dell’aria/acqua, cestini intelligenti, ip cameras, monitoraggio traffico, cartellonistica interattiva, etc.
- assimilazione applicativa degli ultimi trend tecnologici, tra cui GIS (Geographic information system), GPS (Global Positioning System), IA (Intelligenza Artificiale), Cloud, Big data analytics, Real time data monitor, Nanotecnologie, Robot, Cyborg, Biotecnologie, Blockchain, Smart weareble devices, microchip, RFID (Radio-frequency identification), Realtà aumentata e Realtà virtuale;
- incentivazione alla diffusione della domotica in edifici, case ed appartamenti.
MOBILITA’:
- mobilità elettrica e veicoli ibridi;
- costruzione capillare di impianti con colonnine di ricarica per veicoli elettrici;
- soluzioni innovative per la gestione e la moderazione del traffico urbano ed interurbano (utilizzo cittadino della bicicletta e dei monopattini, aree pedonali, car sharing, trasporto pubblico, desincronizzazione traffico, parcheggi adeguati, etc.)
- informatizzazione del monitoraggio del traffico e relativi servizi di ottimizzazione degli spostamenti fruibili dai cittadini;
- modernizzazione delle infrastrutture ed integrazione di svariati servizi digitali orientati al management ed alla fruizione delle innovazioni delle smart car, automobili dotate di architetture software gestionali, radar, telecamere, sensori di diagnostica e altri sofisticati strumenti telematici che dialogano ed interscambiano dati real time in rete;
- graduale studio e progressiva predisposizione logistica in relazione al futuro avvento delle self driving car.
ENERGIA:
- produzione energia da fonti rinnovabili sempre più autosufficiente ed esaustiva;
- ingegnerizzazione e continua ricerca di soluzioni industriali all’avanguardia per abbattere il rapporto costi/benefici;
- introduzione di ecosistemi energetici intelligenti di tipo Smart Grid al fine di garantire un interscambio tra le diverse componenti;
- risparmio nel consumo energetico e minimizzazione degli sprechi;
- decarbonizzazione degli approvvigionamenti energetici e progressiva riduzione di quelli derivati dai combustibili fossili, particolarmente in riferimento agli utilizzi finali come elettricità, riscaldamento, trasporti ed industria;
OTTICA SMART GRID:
- architetture smart grid multilivellari, gerarchiche, scalabili, compartimentalizzate ed altamente flessibili;
- sistemistica gestionale integrata dei sistemi di sensori ed attuatori su tutto il territorio di pertinenenza;
- monitoraggio telemetrico remoto di infrastrutture, impianti, sicurezza e sorveglianza;
- automatizzazione sistemi fotovoltaici con meccanismi dinamici di wake up con orchestrazione degli switch tra produzione e consumo;
- acquedotti, gasdotti e fognature completamente integrati nel sistema a controllo remoto;
- sanità ed ospedali sempre più interconnessi, sia digitalmente tra loro, con la PA e la cittadinanza, che a livello architetturale nelle forniture di servizi quali elettricità, acqua e gas, nonché logisticamente in relazione agli indispensabili approvvigionamenti di materiale sanitario;
- progressiva estensione del cablaggio in fibra ottica a tutta l’area urbana, con particolare riguardo verso gli edifici della PA, ospedali, scuole, uffici, aziende, etc.;
- smart managment dell’illuminazione pubblica;
- edifici smart a monitoraggio remoto (impianti elettrici, idraulici, gas, HVAC, riscaldamento, ventilazione e condizionamento dell’aria).

CULTURA E SOCIETA’:
- responsabilità individuale condivisa e rispetto dell’etica civile, delle leggi, delle regole del buonsenso e degli spazi pubblici;
- coltivazione del senso di comunità e di coesione sociale all’interno dei contesti culturali urbani;
- disincentivazione ideologia consumistica e sensibilizzazione verso una nuova ridefinizione della gerarchia dei bisogni individuali ed un immaginario collettivo eticamente sostenibile;
- lotta alle disuguaglianze socio-culturali ed economiche su scala globale e concreto impegno all’inclusione sociale anche delle fasce della popolazione più disagiate;
- diffusione cultura della solidarietà;
- attenzione all’emergente e sistematica metamorfosi nell’economia degli impieghi professionali e dei posti di lavoro dovuta all’informatizzazione, alla digitalizzazione ed all’automazione delle procedure e dei servizi;
- garanzia di un sistema sanitario, territoriale e globalmente distribuito, che sia in grado di essere sempre più efficiente, esteso, comprensivo e resiliente;
- accrescimento degli incentivi all’istruzione ed alla formazione a 360 gradi;
- sensibilizzazione sull’importanza di uno stile di vita salutare, con una adeguata nutrizione ed attività fisica, anche in relazione alla prevenzione di numerose patologie;
- introduzione, sviluppo ed ottimizzazione della cultura dell’innovazione anche nei settori tradizionali, come nell’agrifood, ristorazione ed alberghiero;
- avviamento di forum di partecipazione pubblica e coinvolgimento civico dei cittadini verso un attivismo partecipativo e condiviso, sia in luoghi fisici che su piattaforme digitali;
- istituzione di centri di educazione per gli adulti;
- attività ludico ricreative per i bambini con finalità educative, laboratori di divulgazione scientifica per gli adolescenti, ed implementazione di meccanismi di Gamification in svariati settori a vantaggio di tutte le fascie d’età.
CITTA’:
- gestione flussi migratori verso le aree maggiormente urbanizzate;
- graduale evoluzione delle attuali città attraverso i punti sopra elencati verso il moderno concetto di Smart City;
- diffusione dell’impiego della sensoristica, del tracciamento digitale che rispetta la privacy e delle soluzioni algoritmiche ai fini del monitoraggio intelligente con un ridimensionamento del derivante consumo energetico anche nella gestione delle relative computazioni analitiche richieste dai big data;
- opportuna proporzione di aree verdi in relazione alle dimensioni del contesto urbano e della morfologia del territorio;
- sistema di prevenzione dei rischi, robusta protezione delle infrastrutture critiche, costante monitoraggio metereologico, geologico e sismografico, simulazioni impatti, Risk analysis, Stress test, coordinamento e cooperazione europea con linee guida standard, riguardo anche alla componente definita “Citizens feedback” e/o “Citizens as a Sensor“;
- incentivi finanziari pubblici a favore del progressivo rinnovamento degli edifici in funzione del risparmio energetico.
Ripropongo inoltre un’altra interessante infografica apprezzabilmente riepilogativa estratta dalle slide di presentazione del Dott. Marco Moretti, CIO/CTO ed Head of Digital in A2A

Per concludere brevemente senza particolari artefatti retorici, metaforici o fantascientifici, tanto già bastano tutte queste innovazioni sopra elencate per farci rimanere in trepidante attesa, speriamo il minor tempo possibile, ma non tutto il mondo si chiama Singapore, faccio solamente un ultimo inciso. Consideriamo la portata dell’evoluzione delle città tradizionali verso le moderne Smart Cities attraverso queste rivoluzioni e le sue più o meno dirette od indirette consequenziali influenze su altre componenti della nostra società, come l’economia, il lavoro, la cultura, la scienza, i rapporti tra istituzioni e cittadinanza, la burocrazia, il diritto, la fusione delle tecnologie, l’informatica e non ultimo la rivoluzione psicologica similare a quella che già il digitale sta prepotentemente imponendo sulle masse dall’inizio di questo millennio.
Infine a corollario ed a conferma della precedente considerazione, ricordo un incontrovertibile dato molto significativo per capire l’immenso peso che riveste la gestione di questa materia sul futuro del pianeta. Secondo una stima delle Nazioni Unite, le aree urbane producono circa l’80% del Pil mondiale, e non credo sia necessario argomentare oltre in questa sede a conferma ed in riferimento alla “onnicomprensiva funzione sistemica di reticolare ingranaggio equilibratore, interdipendente e meccanicistico” dell’economia nella società contemporanea. Ops, anche stavolta mi è scappata l’iperbolica allusione conclusiva, ma in questo caso è stata solamente una pura coincidenza, in quanto era proprio quello il concetto che mi premeva esplicitare e precisare, e tuttavia mi auguro (come sempre) di riuscire ad intentare in futuro prossimo qualche umile trattazione con un eventuale e disinvolto rally nel tortuoso territorio degli economisti.
Per ora, “Smart City caput mundi” e ricordiamoci che...
“Una città non si misura dalla sua lunghezza e larghezza, ma dall’ampiezza della sua visione e dall’altezza dei suoi sogni”
Herb Caen
P. S. Trovate gran parte delle registrazioni dei webinar del corso a questo link dell’archivio dei video nella pagina Facebook del Tomorrow’s Cities LAB

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